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Chi per mestiere si occupa di sangue lo sa molto bene

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labaro donatori islamici.jpgChi per mestiere si occupa di sangue lo sa molto bene. I medici, gli infermieri, gli operatori in genere della sanità sanno che il sangue umano è identico nelle proprie componenti, qualsiasi sia la razza, la religione e il colore della pelle degli uomini.

Quindi il sangue che ti salva la vita può venire da chi non la pensa come te, da chi tifa per un’altra squadra, da chi prega Dio dandogli un nome diverso. E’ un legame “di sangue”, che unisce noi , gli aborigeni australiani e gli abitanti della Siberia: il senso è che siamo tutti uomini, tutti appartenenti alla stessa razza, tutti fratelli e tutti compagni di questo viaggio che è la nostra vita. E’ per questo che l’iniziativa di Avis di base Parma Lirica e Avis di base Università di Parma, di aprire un dialogo ed una collaborazione con gli amici della Comunità Islamica di Parma, dialogo che ha portato all’apertura di una nuova sezione Avis tra i frequentatori della Comunità, è un evento che ci rende particolarmente orgogliosi. Orgogliosi perché è segno dei tempi che cambiano, di una Italia che si apre alla muticulturalità e fino al “meticciato” (come qualche cattivo politico ha detto) senza paure irrazionali e senza demagogia. Orgogliosi perché sentiamo che muoversi in questa direzione, dividere con questi nuovi amici quanto è più intimo nell’uomo, cioè il proprio sangue, “è” AVIS, è parte fondamentale di quello spirito AVIS che a volte ci sembra non ritrovare più, nelle autocelebrazioni vuote e nella deferenza interessata verso i politici. Orgogliosi perché questo stringersi la mano, tra amici di cultura e religione diversa, significa ribadire una verità fondamentale che è accettata da tutti gli uomini del mondo: la vita di una persona sola, quale sia la sua razza o la sua cultura è un tesoro inestimabile, dare sangue agli altri, anche se non li conosciamo significa celebrare la sacralità della vita umana, anche in senso laico, quindi accettabile da tutti. Questa iniziativa ed il suo successo è la risposta più netta che potevamo dare a chi semina discordia e paure, a chi vuole insegnare alle nuove generazioni solo la cultura dell’intolleranza e della divisione, a volte purtroppo anche dai seggi del parlamento o peggio ancora dagli scranni ministeriali. moschea2.jpgkalhid zidane e giovanni guglielmo baccaro.jpgavis parma lirica labaro don islamici.jpg

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