Claudio Carosino,Testimone e Maestro

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Claudio e’ stato ucciso da uno dei pazienti – erano tanti – che accoglieva fino a tarda ora nel Suo ambulatorio, un ”luogo” con la porta sempre aperta o che visitava a casa nelle ore più difficili e nelle giornate più improbabili, con la dedizione – risoluta e determinata – di chi non sà risparmiarsi, con l’assoluta disponibilità di chi non misura – non sa centellinare – il proprio impegno e trova la parola giusta – quella che a stento esce al termine di faticose giornate, maratone da medico di famiglia – per portare sollievo, incurante dei tempi scanditi dall’orologio.Quella dedizione di chi “c’è”quando” c’è ”bisogno”, senza se e senza ma. La Sua capacità di coniugare la professione – a tutto tondo- con la quotidianità è testimoniata dalla partecipazione attiva a molteplici attività di volontariato,come dirigente e,in prima linea, come donatore di Sangue. Claudio, uomo di grande religiosità, era presente in numerosi gruppi di ispirazione cattolica. Era uno di quei cattolici abituati a trattare”a mani nude”coi problemi della gente. Claudio è stato-esemplarmente- Testimone e Maestro insieme. Oggi, raggelati e attoniti, ci sentiamo tutti più soli. In un intervento nella mailing list Koiné ” – 20 ottobre ore 8.31- Claudio elencava gli strumenti che dovrebbe portare con sé il MMG nella sua borsa da”medico”.…ho la classica piccola borsa domiciliare……scriveva tre giorni prima di andarsene. Citava il cortisone e l’adrenalina, l’analgesico e il Valium. Claudio era un Medico molto competente e preparato con un vastissimo bagaglio culturale maturato sul campo e cementato da quell’umiltà-autentica- di chi sapeva che ogni giorno si può imparare qualcosa. Che straordinario Medico -a 360° – sei stato Claudio!Proprio Tu che amavi definirti” Medico di campagna”! Claudio aveva dimenticato di citare – nell’elenco degli strumenti da portare sempre con sé – i “Suoi” strumenti più importanti,tutti stipati nella Sua”piccola”borsa domiciliare:la generosità che gli permetteva di anteporre – hic et nunc –  i ”bisogni”degli altri ai propri, quella Sua capacità d’ascoltare e quel Suo sorriso buono e ingenuo,rassicurante,ma con lo sguardo sempre lucidamente consapevole-di quella consapevolezza che altri possono scambiare per incoscienza. In fondo alla borsa c’erano tutte le”parole”-elargite a piene mani-che resteranno nei cassetti della memoria dei Suoi tanti pazienti che oggi Lo piangono. Con noi e insieme a noi. Claudio ha seguito una stella polare che ha orientato-sempre- il Suo cammino. Claudio ”sapeva”dei rischi che talvolta poteva correre. Li conosceva benissimo. Anche all’ ”ultima”domiciliare. Claudio, mi resta il tempo per stringerti in un abbraccio fraterno, forte e silenzioso. Non c’è bisogno – adesso-di altre parole. Dopo tante affannose corse, ora riposaTi.

Maurizio Vescovi

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