Il dono antidoto alla crisi economica

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Marco Lori

La crisi economica è ormai una certezza, buona parte delle nostre sicurezze sono in discussione. La possibilità di un crollo del modello di welfare italiano, consolidatosi nel tempo dal dopo guerra ad oggi, è reale e fortemente temuto da noi tutti.Tutti quanti assistiamo basiti al ricorrente calo percentuale delle borse e diverse persone di tutte le età si trovano a lottare per la ricerca di un posto di lavoro; in molti si stanno scervellando per mettere in salvo i propri risparmi, investendo in beni rifugio. In un quadro complessivo così depresso, verrebbe da pensare che pure la propensione al DONO possa scemare, per lasciare posto alla concretezza dell’ “ognuno per sé”. Nel momento attuale le cose non stanno così e specialmente fra i donatori di sangue vengono registrati incrementi quantitativi nella raccolta,  in linea per ora con le pressanti richieste dei nostri ospedali. Mi sembra evidente, pure in una situazione preoccupante come quella odierna, che sia molto importante per tante persone, testimoniare con il dono la propensione alla solidarietà, come VALORE irrinunciabile per il funzionamento e mantenimento dello stato sociale. Ecco perciò che insieme ai capitali inestimabili,  come quelli della famiglia e di una vera fede religiosa, ben ci sta il gesto del donatore, che per il bene comune sacrifica parte di sé. I donatori di sangue, di midollo osseo, di organi e di cordone ombelicale, a dispetto della gravissima crisi economica, continuano nella preziosa opera di fiducia incondizionata nella vita, consapevoli del fatto che per il loro gesto mai ci sarà recessione, mai l’offerta sarà giudicata sufficiente, o peggio, eccedente. La disponibilità gratuita e generosa al DONO rappresenta un messaggio positivo, è una iniezione di ottimismo, anche quando dietro la porta ci sono problemi economici. Il DONO è  sicuramente un buon antidoto forte alla crisi economica.

 Marco Lori – Avis di base Parma Lirica

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