Storia dell’Avis a Parma

Prelievo sangue in passatoL’11 ottobre 1946, in una città ancora ferita dalla guerra, che guardava attonita gli scheletri delle case bombardate e piangeva i suoi morti, in strada D’Azeglio, cuore de d’là da l’acqua, nasceva l’Avis Comunale. Ripercorriamo insieme i sessant’anni di vita dell’Avis a Parma.

Già nel 1943 a Parma un pugno di operatori sanitari insieme al cappellano dell’Ospedale Vecchio si mossero per la donazione di sangue. Si sentiva parlare in giro della possibilità di donare; si parlava della scienza trasfusionale e dei successi della trasfusione di sangue.

A Parma, subito dopo la guerra, tra i primi aderenti all’Avis ci furono alcuni facchini dello scalo merci della stazione FS e di Piazza Ghiaia. Proprio in questa piazza sorse un gioiello di volontariato parmigiano che risponde al nome di Avis Ghiaia dove una pattuglia di persone meravigliose, tra le quali i presidenti Renzo Rebedecchi e Paola Busani, Egidio Barbieri, Sergio Bazzini e Bruno Tagliapietra, fece veramente onore alla solidarietà e alla generosità targate Parma. In quegli anni i principali riferimenti del centro trasfusionale erano in una cantina di via Saffi, in via Cocconi da Appio “al cavalèr”, all’osteria della “Pellicò” e poi in borgo Bernabei: era lì che si potevano incontrare i donatori di sangue. Era il cuore generoso della Parma vecchia che a pieno titolo entrava nel mondo del volontariato più nobile.

Erano tempi magri, in cui il dono del proprio sangue era un gesto di moralità e generosità leggendarie. Negli anni 50 qualcuno arrivò a donare più di 700 cc di sangue intero ed il datore di lavoro allora accordava solo trenta minuti per la donazione; il ritardo faceva scattare la detrazione nella busta paga.

Ci piace ricordare Enzo Campanini che nel ’51 donava col permesso scritto dei genitori perché ancora minorenne, e poi Vittorio e Valter Borsi, Arialdo Bisi, Enzo e Mario Franchini, Alfredo Luzzini, i fratelli Sergio e Valerio Dazzi e l’allora giovane medico Walter Torsiglieri, vero apripista del movimento dei donatori di sangue di Parma, ed ancora i leggendari presidenti, in varie epoche, della gloriosa sezione di Parma: Virginio Barbieri e Mario Gandini e poi Walter Mingori, Renato Giuffredi e il dott. M. Vescovi.

Venendo ai giorni nostri, per completare il romantico capitolo avisino, citiamo Giorgio Tedesco, Corrado Flammia, determinanti per la crescita dell’associazione. Io, che ho solamente 15 anni di Avis, voglio nominare alcune persone che, posso dire, “i gan l’Avis in tal sangov”, a cominciare dall’Imperatore di tante Befana Avis, Guglielmo Baccaro (Avis Parma Lirica). E poi è lei o non è lei, ma certo che è lei: la donna che con la sua luce “ILLUMINA” il giorno anche di notte, Anna Dalcò (Avis di base Montebello); gli amici di fede e pensiero…avisino  Marco Lori e Franco Somacher; il Prof. Ermanno Mazza; Francesco Balestrieri (Avis Roccabianca).

Con l’adozione del nuovo Statuto dell’Avis Nazionale, alla fine del 2004 si sono costituite a Parma Avis di base configurabili con le realtà di quartiere, di frazione o anche aziendale: Avis di base Montebello, Pablo, San Pancrazio, Parma lirica, Università, Corpus Domini, Porporano.

GRAZIE AVIS!

ALBERTO (AVIS DI BASE UNIVERSITÀ)
SI RINGRAZIA
DOTT. MAURIZIO VESCOVI

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